Rinoplastica
In presenza di Un naso “brutto”, magari perché troppo lungo o con la gobba o, ancora, un naso che ostacola la respirazione, a causa del setto deviato dalla nascita o in conseguenza di un trauma. la risposta è l’intervento di rinoplastica, intervento considerato tra i più “impegnativi” – per il suo intervenire sulle strutture ossee – ma meno impegnativo oggi di un tempo in termini di convalescenza e fastidi post-operatori. Non tutti i ritocchi sul naso richiedono però di intervenire sulle strutture ossee. Quando la parte da migliorare è solo la punta, quella che tra l’altro risente maggiormente del passare del tempo, si ricorre al meno impegnativo intervento di rino-tip. l’ intervento di rinoplastica può essere sia estetico sia funzionale . Nel primo caso, ovviamente, l’obiettivo è quello di migliorarne l’aspetto (a seconda dei casi rendendolo più corto, meno “alto”, eliminando la gobba ecc). Nel secondo, invece, si punta a risolvere problemi respiratori, ad esempio causati dal setto deviato oppure da fratture. quando si interviene sul naso bastano variazioni di pochi millimetri per cambiare completamente un volto. Il risultato può essere un profilo più armonioso, certo, ma anche un viso decisamente più giovane. Seppur “bello in partenza”, infatti, anche il naso risente del passare degli anni. In particolare, ne risente la punta , che tende a cadere. Che sia di rimodellamento come di ringiovanimento, è un intervento che viene sempre più eseguito alla ricerca della massima naturalezza. Il massimo del risultato ottenibile nei casi meno vistosi è di migliorare l’intero volto senza che nessuno possa fare riferimento diretto al naso. L’intervento Avviene in anestesia generale o in alcuni casi selezionati in anestesia locale con sedazione, l’ intervento di rinoplastica non lascia cicatrici esterne visibili. Innanzitutto, se il caso lo richiede, si modifica la punta, che a seconda delle esigenze viene rimodellata, stretta, sollevata o abbassata, per poi proseguire all’interno verso l’alto. A questo punto, si interviene sul setto, sulle ossa nasali e sulle strutture cartilaginee. L’obiettivo è quello di ottenere una nuova forma: simmetrica, senza gobba e proporzionata con il resto del viso. Al termine dell’operazione, vengono inseriti nelle cavità nasali i tamponi, piccole spugne gonfiabili che hanno la funzione di assorbire eventuali piccole perdite di sangue ancora presenti e di contribuire a rendere definitiva la nuova forma del naso. Per la stessa ragione, esternamente viene messo lo splint, un tutore rigidoin materiale plastico, da portare per 5-8 giorni. Al termine di questo periodo, 3-4 giorni di cerotti permettono di ridurre il gonfiore. A proposito di gonfiori, questi possono essere presenti in forma via via più lieve da 1 a 6-12 mesi, anche in relazione alla qualità dei tessuti (i nasi “magri” tendono a gonfiarsi poco non così ovviamente quelli più “carnosi”). Il naso avrà assunto la sua forma definitiva dopo circa un anno,ma già dopo 2 settimane la situazione è piuttosto precisa. Per i primi mesi, si raccomanda di fare massaggi quotidiani sul naso, in modo da aiutare il riassorbimento dell’edema.