Ginecomastia
Si chiama ginecomastia il disturbo che si manifesta con l’aumento di volume delle mammelle dell’uomo: un fenomeno oggi sempre più diffuso, probabilmente anche a causa dell’alimentazione. Con l’intervento si riducono queste rotondità “sbagliate”, conferendo nuovamente al torace maschile la giusta conformazione. Invincibile con diete e sport, la ginecomastia cede invece facilmente all’intervento del bisturi e della cannula aspirante. L’intervento A seconda della gravità del disturbo, si può ricorrere a due diversi interventi: la sola lipoaspirazione, per eliminare l’eccesso di massa grassa presente nella mammella; la lipoaspirazione più eliminazione di un disco di ghiandola mammaria, per i casi in cui c’è anche un notevole ingrossamento della ghiandola (per genetica o in conseguenza di trattamenti con ormoni somministrati per la cura dei tumori). Nel primo caso, ci si limita a eliminare il grasso tramite cannule inserite in alcune incisioni vicino all’ascella. Nel secondo, invece, per asportare un disco di ghiandola mammaria è necessario praticare anche un taglio esattamente in corrispondenza del margine inferiore dell’areola, il tessuto più scuro che circonda il capezzolo. L’intervento dura dai 40 ai 60 minuti e si svolge in anestesia locale o in anestesia locale con opportuna sedazione. La convalescenza Per favorire la retrazione dei tessuti, cioè il processo che garantisce il miglior risultato estetico, senza l’“effetto flaccido”, si indossa per una quindicina di giorni una camicia elastica. Si può ritornare a lavorare già il secondo giorno. Brevi massaggi quotidiani sono consigliati per almeno i primi 15 giorni dopo l’intervento. La scelta della tecnica dipende dalla valutazione che viene fatta su ogni singola persona: quando il “seno” da ridurre è decisamente abbondante, aspirare il grasso in eccesso non basta e bisogna asportare anche parte della ghiandola mammaria. – Negli uomini come nelle donne, le ghiandole mammarie sono bersaglio di ormoni. A fronte di trattamenti ormonali, quindi, si può quindi verificare una nuova comparsa dell’inestetismo, anche se solitamente in forma meno accentuata